giovedì 27 agosto 2015

Costruiamo il nostro destino inedito

Come cambierebbe la nostra vita se venissimo educati fin da bambini con il principio che ognuno di noi è speciale? Che ognuno è unico e irripetibile?
Ogni essere umano è veramente unico e irripetibile, ognuno ha sicuramente un talento e un'identità diversa da tutti gli altri, tuttavia questa unicità non viene espressa perchè ciò che si esprime è un falso Sè, ovvero ci si modella su ciò che gli altri, famiglia, amici, partner, società, si aspettano da noi. 
L'educazione impartitaci fin da bambini ci insegna a comportarci in un certo modo, ad essere in un certo modo, a soddisfare le aspettative degli adulti di riferimento, a scapito dell'espressione autentica del nostro vero Sè. 
E così da bambini impariamo presto che se vogliamo meritarci l'amore dei genitori dobbiamo in qualche modo modellarci alla loro idea di figlio o figlia che però ha l'enorme svantaggio di non lasciare spazio a quell'essere originale e diverso da tutti gli altri.
Una volta diventati adulti, abituati ormai a non esprimere la nostra vera natura, per paura di non piacere agli altri, diventiamo ciò che gli altri vogliono da noi.
E' uno degli errori più diffusi, ma anche più dolorosi, in quanto ha come conseguenza un'esistenza infelice, costretti a vivere ingabbiati da una società che tende all'omologazione.
"Ognuno di noi ha una missione divina in questo mondo" scriveva il Dr. Bach "e le nostre anime utilizzano le nostre menti e corpi come strumenti per compiere questo scopo, cosicchè quando tutti e tre stanno lavorando all'unisono, il risultato sarà la salute e la felicità perfetta."
Insomma, ognuno di noi nasce con un percorso da compiere e con un'unicità che deve solo essere scoperta e vissuta.
E questo può avvenire solo se siamo liberi da condizionamenti altrui, solo se il vero Sè può esprimersi, solo se consapevole del suo essere unico e speciale.
Quando noi esprimiamo noi stessi, anzichè reprimere noi stessi, l'esistenza si colora, acquista significato e ci si sente pieni di energia e motivazione anche davanti alle sfide della vita.
Quando il vero Sè si esprime, non teme di camminare fuori dai percorsi segnati e di andare controcorrente, perchè consapevole che quella è la strada giusta.
Certo, non è un percorso sempre facile, richiede il coraggio di scegliersi, ma soprattutto implica il rischio di non piacere. Spesso chi ci sta vicino non riesce a vederci per quello che siamo, non riesce a capire ciò che sentiamo e ci vorrebbe diversi. E' facile quindi cedere alla tentazione di compiacere chi amiamo, di fare o dire ciò che ci si aspetta da noi, di fare scelte più scontate, più facili.
La paura di non piacere, di non essere accettati, spesso ci porta a tradire noi stessi, a far vivere un noi che non siamo noi, a rinunciare al nostro vero Sè con i suoi talenti. 
E quando tutto ciò accade ci si sente distanti dalla vita, come osservatori che si guardano vivere da dietro una finestra. 
Se noi rinunciamo a far vivere il nostro vero Sè, non solo la nostra esistenza è limitata, ma tutta la comunità ne risente. Quando al contrario una persona vive appieno la sua vita, diventa una risorsa per tutti, diventa contagiosa. Proviamo a pensare come sarebbe il mondo se tutti realizzassimo il nostro talento, sicuramente il mondo intero diventerebbe migliore.
E allora con la consapevolezza di essere unici e speciali seguiamo, come suggerisce il Dr. Bach, la voce della nostra Anima, che ci parla atrraverso la nostra intuizione, i nostri desideri, i nostri aneliti, e ci conduce verso il nostro destino inedito.

martedì 4 agosto 2015

Genitori e figli: crescere insieme con i fiori di Bach

"Sono una buona madre?", "sono un buon padre?" 
Quale madre o padre non si è mai posto questa domanda?
Essere genitore è un compito entusiasmante, stimolante, e al contempo uno dei più difficili e imprevedibili, in quanto è un continuo processo di apprendimento e di duro lavoro quotidiano. Non è così semplice come essere chiamati mamma o papà, bensì significa fare tutto il possibile per i propri figli, affinchè possano in futuro divenire adulti realizzati.
Il Dr. Bach afferma che "la storia della vita è semplice come questo racconto: 
Una ragazzina ha deciso di dipingere un quadro con una casa in tempo per il compleanno della madre. 
Nella sua mente il quadro è già finito, ella sa come attuarlo nel più piccolo dettaglio, resta soltanto di metterlo giù sulla carta. 
Prende la scatola con i colori, il pennello e lo straccio, e piena di entusiasmo e felicità si mette al lavoro. Tutta la sua attenzione e interesse sono concentrati su ciò che fa, niente può distrarla dal lavoro in corso. 
Il quadro è finito in tempo per il compleanno. 
Con grandissima abilità ha ritratto la sua idea della casa: è un’opera d’arte perché è tutta sua, ogni pennellata è fatta per amore verso sua madre; ogni finestra, ogni porta ritratta con la convinzione che doveva essere lì. 
Quand’anche possa sembrare una baracca, è comunque la più perfetta casa mai realizzata in un quadro; è un successo perché la piccola artista ha messo tutto il suo cuore e la sua anima, tutto il suo essere nel farlo.
La stessa storiella della giovane pittrice illustra come, se lo permettiamo, le difficoltà della vita possano interferire con questo successo, salute e felicità, e ci distolgano dal nostro scopo.
La ragazzina sta dipingendo indaffaratamente e felicemente quando arriva qualcuno e le dice:”Perché non mettere la finestra qui e la porta lì, e poi il sentiero del giardino dovrebbe andare così”. Il risultato della giovane sarà di perdere totale interesse nel lavoro, può darsi che continuerà, ma ora sta mettendo giù sulla carta soltanto idee altrui
Può scocciarsi, diventare irritata, infelice o impaurita nel rifiutare questi suggerimenti o incominciare a odiare il quadro e forse strapparlo: la reazione dipenderà dal carattere della ragazzina. Il quadro finale potrebbe essere una casa riconoscibile, però sarà imperfetta e un fallimento perché è l’interpretazione dell’idea altrui e non quella della ragazzina."
Numerosi studi mostrano come limitare la spontaneità del bambino, tanto nell'aspetto cognitivo come in quello affettivo, ne condizionano lo sviluppo e la crescita, arrivando a provocare stati evidenti di malessere psicologico.
Spesso mi accorgo, quando indago sull'origine dei disagi emozionali dei bambini che vedo durante il consulto, che la causa di questi sentimenti distorti sta nel conflitto generazionale dove ogni parte lotta per imporre la sua volontà.
E' una lotta impari, in quanto, essendo più piccoli, nella maggior parte dei casi ai bambini viene imposto un criterio rigido di giustificazioni date da "chi sa di più".
Come nella storia raccontata dal Dr. Bach, spesso i genitori, imprigionati nei loro punti di vista, percepiti come gli unici possibili, non possono essere in grado di favorire l'espressione delle potenzialità del bambino e della sua individualità e unicità.
A questo proposito, Daniel Siegel, neuropsichiatra infantile, sostiene che "se nella relazione genitore-figlio non esiste collaborazione, la mente del bambino può chiudere i suoi canali di comunicazione e diventare sempre meno ricettiva ai meccanismi di apprendimento. In assenza di sintonia è estremamente improbabile che fra genitore e figlio possano avere luogo comunicazioni supportive; mentre è altamente probabile che entrambi si sentano frustrati, arrabbiati, isolati e distanti l'uno dall'altro."
Per evitare che succeda questo e per migliorare la relazione genitori-figli, i fiori di Bach, se ben utilizzati, possono diventare dei veri e propri sussidi educativi, non solo per aiutare i propri figli a crescere bene, ma anche per migliorarsi come genitori.
Crescere un figlio con l'aiuto di questi strumenti, diventa allora un'entusiasmante occasione di crescita per i genitori stessi, che si sentiranno spinti a migliorare non solo nel loro ruolo genitoriale, ma anche come individui, poichè un genitore che cresce insieme ai propri figli, favorirà lo sviluppo armonioso di una vita interiore ricca di valori e sani principi, per sè e la propria famiglia.

giovedì 23 luglio 2015

Tra invidia e ammirazione

"L'invidioso mi loda senza saperlo" scrive Kahlil Gibran. 
In effetti si invidia solo ciò che si considera prezioso e si cerca di distruggere e screditare ciò che in realtà si ammira.
Nell'invidiare ciò che gli altri hanno, o ciò che sono, l'invidioso non si rende conto che nel suo invidiare gli altri ne sta inconsciamente riconoscendo il valore.
La prosperità, la felicità e il successo dell'altro lo disturbano, il benessere altrui lo irrita e lo dispera. Desidererebbe appropriarsi di tutto questo valore, in quanto il riconoscimento e l'elogio sono come squisiti bonbon per il suo ego.
Dietro l'invidia si riconosce dunque la presenza di un'avidità eccessiva verso qualcuno che inconsciamente si ammira. Pertanto l'invidia può essere considerata come il lato sinistro dell'ammirazione e ciò che l'invidioso mette in atto di fronte alla percezione di sentirsi inferiore rispetto agli altri, sono comportamenti che hanno l'obiettivo di far si che possa sentirsi riconosciuto, essere qualcuno, calcare la scena e occupare il posto di chi desidera distruggere con i suoi attacchi invidiosi.
E' proprio per questo motivo che la psicologia insegna che dietro l'invidia si nascondono complessi di inferiorità, insicurezza, egolatria, infantilismo e soprattutto una mancanza di fiducia nell'ottenere ciò che si invidia.
In questa condizione uno dei meccanismi che l'invidioso mette in atto è la malevolenza: parlare male dell'altro, tentare di distruggerlo e dequalificarlo utilizzando informazioni della sua vita privata e distorcendo la realtà, in modo da minare le amicizie che l'altro ha, con lo scopo di separare e creare conflitti.
Questo comportamento non si limita al "dire male", ma mette in bocca alla persona invidiata commenti sugli altri, chiaramente negativi, per favorirne così la diffidenza e l'ostilità. E quando non riesce a trovare scheletri nell'armadio, ovvero storie su cui fondare i suoi attacchi invidiosi, le inventa abilmente.
Tutti gli esseri umani hanno luce e ombra, tuttavia l'invidioso si fissa solo sull'oscurità dell'altro, in quanto a causa della sua infelice condizione, proietta al di fuori il suo inferno personale.
L'invidia come emozione richiede vittime su cui sostenere la sua identità. L'incapacità di ammirare l'altro, rende la persona che prova invidia sempre indaffarata a realizzare le sue contorte intenzioni. Tuttavia, anche quando riesce con le sue azioni a distruggere le virtù dell'altro, il sentimento di invidia rimane comunque vivo. Mai l'avidità dell'invidia potrà in realtà mostrare altro che la sua mancanza di valore personale.
Di fatto, l'annientamento dell'altro, del suo lavoro e del suo successo non è il fine ultimo dell'invidia, in realtà questa emozione intende rompere uno specchio che produce molto dolore: questo specchio riflette ciò che si desidera e che non si è capaci di realizzare. Distruggere l'altro allora diventa l'unico mezzo per eliminare la presenza di una verità che fa male.
Il rimedio per questo stato d'animo consiste innanzi tutto nel riconoscere questa caratteristica carenza e la sua relazione con episodi infantili, di cui la situazione attuale è una ripetizione.

In questo, il fiore di Bach Chicory, fornisce un supporto importante, in quanto permette di scoprire che nella stessa energia dell'invidia sono racchiusi il suo castigo e la sua virtù. Questa energia se trasformata permette di avvicinarsi all'altro e imparare dall'altro per fare delle altrui virtù le proprie virtù.
E la conseguenza è la gratitudine, in quanto si comprende che sul sentiero dell'evoluzione ciò che si invidia segnala la presenza di un desiderio che è rimasto incompiuto e che con il giusto atteggiamento è possibile realizzare.

martedì 5 maggio 2015

Rimedi floreali: acceleratori di cambiamento e amplificatori di coscienza

La terapia floreale costituisce una terapia vibrazionale. I rimedi floreali non contengono parti della pianta, ma l'energia del fiore che viene catturata e veicolata dall'acqua.
Il rimedio floreale non è come una medicina, non c'è un principio meccanico nella floriterapia: ovvero mi fa male la testa, mi prendo una pastiglia, questo produce una reazione chimica e il dolore cessa.
Il principio della floriterapia è diretto alla totalità, è una terapia olistica che consiste nel ripristinare la salute riequilibrando le disfunzioni su tutti i livelli: mentale, fisico, emozionale, spirituale.
Quando noi utilizziamo un rimedio floreale, quello che noi assumiamo del fiore è il principio vibrazionale della pianta, una forma di energia che possiamo definire "anima vegetale".
Ogni fiore rappresenta un modello archetipico di emozione umana che nel fiore si esprime in positivo.
Cosa significa?
Io posso avere paura e se c'è un fiore che per modello vibrazionale risuona con questa paura, facilita lo sviluppo del mio coraggio.
I fiori non modificano la nostra personalità introducendo cose che non fanno parte di noi, ma quando c'è un modello squilibrato il fiore, con le sue vibrazioni armoniche, eleva la forza di questo modello fino a riportarlo in equilibrio.
E' un pò come accordare uno strumento: il diapason porta lo strumento ad emettere la nota armonica. Allo stesso modo il rimedio floreale, con la sua energia positiva, accorda le nostre emozioni disarmoniche.
Assumere i fiori è una terapia, non è come prendere una pastiglia. Nella nostra coscienza avvengono tutta una serie di amplificazioni.
I fiori sono accelleratori di cambiamento e amplificatori di coscienza: permettono di accorgersi di ciò che non si è e di quello che invece di più autentico si è. 
A volte capita che tra "io" e "me" ci sia un muro di 50 km, perchè ci si è allontanati talmente tanto da ciò che si è veramente che si è diventati il risultato dell'aspettativa degli altri. Da una parte il modello di quello che si presenta al mondo, dall'altra ciò che si è...questa è incoerenza.
La terapia floreale permette di abbattere questo muro: il modello informativo trasmesso dal rimedio floreale fa sì che quando noi lo assumiamo, ci fa tornare a risuonare con la nota che avevamo dimenticato, fino a che ci si trova "io" con "me" e non "io per il mondo" e "io triste con me stesso".

mercoledì 8 aprile 2015

Camera della rabbia? No grazie, preferisco i fiori di Bach!

"Il sogno ora può diventare realtà: quello di potersi veramente sfogare, distruggendo tutto quello che si ha intorno, ma senza pagarne le conseguenze" riporta un articolo pubblicato su Panorama.
La camera della rabbia è un luogo appositamente attrezzato per scaricare stress e rabbia, dove, muniti di mazza da baseball e guantoni, si può distruggere tutto quello che c'è dentro: mobili, sedie, piatti, bottiglie, bicchieri.
Ma io mi chiedo se una persona deve pagare (e il costo non è neanche economico) e restare sicuramente con i muscoli tutti indolenziti per i giorni che seguono per scaricare lo stress o sfogare la rabbia. 
Non sarebbe molto meglio e sicuramente più salutare andarsi a fare una bella corsa o una nuotata o qualsiasi altro sport per scaricare quel surplus di energia e riordinare i pensieri?
La rabbia è infatti un'emozione con un'energia molto forte e questa energia noi la possiamo utilizzare sia in modo distruttivo, come nel caso della camera della rabbia, sia in modo costruttivo.
La rabbia è un'emozione e come tale ha diritto di esistere. E' quell'emozione che ci permette di difendere i nostri confini dinnanzi alle pressioni esercitate dall'ambiente. E' quell'energia che ci permette di porre dei limiti e compiere delle scelte sulla base dei nostri bisogni, sempre che venga utilizzata in modo costruttivo.
Questa energia se ben canalizzata diventa determinazione, quella forza necessaria a sostenere un'idea, a raggiungere un obiettivo, a difendere ciò in cui crediamo.
Ma questo non lo si ottiene spaccando ciò che ci capita a tiro. Ci si potrà sentire forse scaricati per un momento, ma poi cosa si è risolto?
Quando ci si sente molto arrabbiati e si ha voglia di spaccare tutto, il fiore di Bach Holly, aiuta a trasformare questa energia distruttiva in energia costruttiva, canalizzandola nella giusta direzione.
E se proprio si è talmente arrabbiati che basta un nonnulla per perdere il controllo, insieme a Holly è bene utilizzare anche Cherry Plum, che favorisce la capacità di autocontrollo e permette di affrontare le situazioni nel migliore dei modi, con determinazione, calma e sangue freddo.
E allora, camera della rabbia? No grazie, preferisco i fiori di Bach!

giovedì 15 gennaio 2015

A dimagrire ti aiutano i fiori australiani

Uno tra i più comuni buoni propositi che fanno soprattutto le donne all'inizio di un nuovo anno è quello di mettersi a dieta per perdere quei chiletti accumulati nel tempo. 
Purtroppo questo proposito nella maggior parte dei casi ha vita breve, si inizia col rimandarlo alla settimana successiva, a quel famoso lunedì che non arriva mai e che finisce per diventare il buon proposito dell'anno successivo.
Ma perchè è così difficile dimagrire?
Quando si desidera perdere peso, la prima cosa che ci viene in mente è la dieta. E già solo la parola dieta ci fa sentire male, perchè a questa parola abbiamo legato il mito della fatica e del sacrificio.
Ma chi l'ha detto che per dimagrire bisogna necessariamente soffrire?
In realtà la parola dieta deriva dal greco diaita che significa stile di vita. Dunque in realtà essere a dieta non significa sofferenza, impegno, rinunce, al contrario dieta significa alleggerimento, cambiamento, equilibrio, e può accadere solo se siamo disposti a concederci più piacere anzichè privarcene.
L'atteggiamento giusto è quello di chi ha deciso di abbandonare uno stile di vita mortificante che imprigiona le proprie potenzialità nel grasso e nell'immobilismo, per scegliere uno stile di vita che favorisca la piena espressione della propria energia vitale.

Se dunque tra i tuoi buoni propositi c'è anche quello di iniziare una dieta e già ti stai perdendo per strada, i fiori australiani ti possono aiutare a mantenere fede al tuo proposito.

Innanzitutto questa decisione comporta un cambiamento di abitudini, ma anche un cambiamento nel corpo che via via che ti avvicini al giusto peso si modifica. 
Ma il cambiamento, anche se è verso una situazione migliore, è sempre fonte di qualche resistenza più o meno conscia, pertanto le essenze australiane Bottlebrush Bauhinia favoriranno trasformazioni e cambiamenti, aiutandoti ad avere un atteggiamento positivo verso il nuovo modo di alimentarti e il diverso stile di vita.

Citando Goethe, "nel momento in cui una persona si impegna seriamente, allora anche la provvidenza si mette in moto." Ti sei mai accorta che quando sei veramente motivata nel fare qualcosa sembra che tutto giochi a tuo favore?
Wedding Bush è il fiore australiano che aiuta a mantenere alta la motivazione, per mantenere fede al proposito fatto, mentre Kapok Bush dona l'energia giusta per continuare quando ci si scoraggia facilmente.

Spesso capita che si inizia molto motivati e con grande entusiasmo, ma poi alle prime "cadute" ci si scoraggia e si entra facilmente in quel circolo vizioso che annulla ogni risultato ottenuto.
La frase che sento più frequentemente è "tanto ormai ho sgarrato..." e dal primo momento di debolezza si entra in automatico nel circolo vizioso che porta a mangiare troppo e male, per poi subito dopo sentirsi in colpa e dunque placare l'ansia con altro cibo.
Ma perchè si cerca il cibo per placare l'ansia?
Il fatto che già dalla primissima infanzia il cibo sia stato indistintamente utilizzato dalla propria madre per rispondere a qualsiasi  malessere, ha fatto si che allo stesso modo in età adulta si consideri il cibo come "calmante universale".
Naturalmente il cibo è un piacere ed è anche il carburante del nostro organismo, ma lo è nella misura in cui è nutrimento, che significa di buona qualità e nella giusta dose.
Viceversa quando il cibo viene utilizzato per placare l'ansia o riempire un vuoto, allora diventa tossico.
Ci sono dunque emozioni e stati d'animo che fanno ingrassare, perchè si mangia quando ci si sente ansiosi, quando si è arrabbiati o tristi, o quando ci si sente soli e si vuole riempire un vuoto.
In tutti questi casi i fiori australiani aiutano a trasformare questi stati d'animo in energia costruttiva, anzichè distruttiva.
Crowea aiuta a placare l'ansia, Dagger Hakea e Mountain Devil a trasformare la rabbia, Red Suva Frangipani a lenire la sofferenza e la tristezza e Black Eyed Susan a gestire lo stress.
E quando il pensiero è sempre focalizzato sul cibo? Boronia aiuta a volgere l'attenzione sulle innumerevoli cose belle che la vita può offrire, perchè il cibo è una delle tante ma non l'unica, e quando è di buona qualità e nella giusta dose, diventa il carburante che ci permette di esprimere appieno la nostra vitalità.

lunedì 17 novembre 2014

Emozioni: il nostro GPS interno

Quando partiamo per un viaggio, conosciamo la direzione verso cui siamo diretti grazie ad una mappa o al più comodo navigatore GPS. Strumenti utilissimi che ci permettono di non sbagliare strada e di arrivare più velocemente a destinazione.
Ma nel nostro lunghissimo viaggio chiamato "vita", chi ci indica la direzione?
Tutti noi possediamo un GPS interno sempre in funzione che continuamente ci indica la direzione da seguire per la nostra realizzazione.
Questo GPS personale si chiama "emozioni".
L'etimologia della parola, e-mozione, richiama un movimento che da dentro va verso fuori. L'emozione è quell'energia che ci muove o ci blocca a seconda se ciò che pensiamo, diciamo, facciamo, è più o meno in sintonia con ciò che è la nostra natura.
Le emozioni infatti sono il nostro navigatore personale, è attraverso uno stato emozionale che noi sappiamo se ciò che stiamo facendo, dicendo, pensando, è in armonia con il nostro vero essere.
E' attraverso le emozioni che possiamo capire se il nostro percorso di vita è quello giusto per noi.
E' come se ora siamo qui, in questo preciso momento di vita, e vogliamo andare là, ovvero compiere un'azione, dire qualcosa, o raggiungere un obiettivo, attuare un cambiamento, o qualsiasi altra cosa abbiamo in mente.
Dunque, se quando ci avviamo e andiamo là, ci sentiamo bene, proviamo emozioni come contentezza, gioia, felicità, e ci sentiamo motivati, significa che siamo su un percorso che è adeguato per noi, in quanto ciò che stiamo pensando e facendo è in armonia con la nostra natura. Al contrario una sensazione di malessere, data da emozioni quali rabbia, scontentezza, ansia, paura, ci indicano che probabilmente quella situazione non è adatta a noi.
Ma può anche succedere che guardando verso la direzione che vogliamo raggiungere, nostra madre, o il nostro partner, o un nostro collega, ci dice che invece che andare là, sarebbe meglio restare qui, e quindi invece che ascoltare il nostro GPS interno, ci lasciamo fuorviare dalle interferenze del pensiero altrui e rimaniamo qui. Il risultato sarà allora quello di un malessere crescente, in quanto la nostra scelta non è in realtà la nostra, ma quella di qualcun altro.
Ascoltare e comprendere le proprie emozioni è dunque di fondamentale importanza, in quanto il nostro stato emozionale ci indica continuamente cosa è bene o non è bene per noi.
Generalmente tendiamo a considerare le emozioni spiacevoli come negative. Certo è che alcune emozioni mal gestite possono avere delle conseguenze deleterie su noi stessi o sugli altri, ma se noi diventiamo capaci di ascoltarle, allora diventano tutte utili, in quanto ci forniscono informazioni preziose sull'ambiente circostante e su noi stessi. 
Attraverso questa funzione informativa, le emozioni ci collegano ai nostri bisogni, a ciò che veramente conta per noi. Quando pensiamo che i nostri bisogni siano soddisfatti o che stiano per esserlo, proviamo delle emozioni piacevoli, al contrario quando abbiamo l'impressione che i nostri bisogni siano inappagati percepiamo delle emozioni sgradevoli.
Perdere il contatto con tali emozioni equivale a ignorare le informazioni che esse veicolano. Come il GPS ci indica la strada e se non facciamo attenzione alle indicazioni invece di svoltare andiamo dritto e sbagliamo strada, allo stesso modo succede con le nostre emozioni. Sappiamo e intuiamo che dobbiamo andare in una certa direzione, ma prestando più attenzione alle interferenze esterne, non ci facciamo caso e andiamo da un'altra parte. E allora iniziamo a dire che la vita non va bene, che siamo sfortunati, che ci sono i problemi e via dicendo.
Dunque bisogna fidarsi delle proprie emozioni, sono una mappa perfetta, il miglior GPS che possiamo trovare sul mercato. E non è necessario nessun master per ascoltare noi stessi, è facilissimo, basta semplicemente fidarsi delle proprie emozioni e seguirle!

"Possiamo valutare il nostro stato di salute dalla nostra felicità"  Dr. E. Bach

mercoledì 5 novembre 2014

Terapia floreale: un percorso alla scoperta di sè

Quando una persona consulta un terapeuta è perchè cerca equilibrio, armonia e una conoscenza di sè stesso che gli permetta di vivere meglio.
A volte però, il consultante abbandona la cura floreale appena le acque si calmano, senza tuttavia arrivare ad uscire dal mare delle sue più profonde difficoltà e senza comprendere l'importanza del percorso di guarigione profonda, olistica e spirituale che il Dr. Bach propose con i suoi rimedi floreali:un percorso di guarigione il cui fine è il riconoscimento della propria vera natura.
L'obiettivo della terapia floreale non è solo quello di prescrivere rimedi floreali, ma è anche quello di aiutare la persona a riconoscere le cause reali della malattia. Cause che si identificano con la presenza di emozioni soffocate, di conflitti interiori, che dall'inconscio emergono come sintomi e come disturbi psicosomatici.
Emozioni e conflitti che devono affiorare alla coscienza per essere riconosciuti e sanati, in quanto ciò che non viene riconosciuto viene agito inconsciamente producendo disagio e malattia.
Infatti, ciò che non si apprende, ciò che resta in sospeso insiste, si fa sentire più forte. Di modo che i sintomi, i disturbi, che esprimono gli affetti soffocati, rappresentano tutto ciò che non si è ancora risolto, questioni ancora aperte che si esprimono in emozioni che si registrano nel corpo.
Il corpo ricorda ciò che la coscienza vuole dimenticare, il corpo rivive ciò che la coscienza vuole far tacere.
Attraverso l'utilizzo delle essenze floreali più adeguate e l'aiuto e il sostegno del terapeuta, la persona può fare luce sui propri conflitti interiori, comprenderne la natura e intraprendere quel processo di guarigione che gli permette non solo di comprendere le cause del suo star male, ma anche di entrare in contatto con la propria vera natura, con quella parte più vera di sè che gli permette la propria realizzazione.
Tutto questo avviene attraverso un processo di comprensione e trasformazione che porta ad un'evoluzione dell'individuo, e non solamente assumendo le essenze floreali una tantum, quando ci si ricorda. La persona non è passiva in questo processo, ma ha un ruolo attivo nell'identificare ciò che gli produce conflitto e disarmonia e farvi fronte e nel realizzare le proprie vere aspirazioni.
E' un percorso di crescita personale alla scoperta di sè che non si completa al primo miglioramento dei sintomi, in quanto il fine ultimo è andare oltre il sintomo per scoprire la parte più autentica di sè stessi.
La terapia floreale, intesa come percorso svolto insieme ad un terapeuta facilitatore,  permette dunque di comprendere la natura dei propri conflitti, di superare le condizioni di frustrazione e, come nell'arte della maieutica,  di fare emergere quella parte di sè autentica che permette di vivere la vita in tutta la sua pienezza.

mercoledì 8 ottobre 2014

Conoscere i fiori di Bach e imparare ad utilizzarli: una via per l'autorealizzazione

Perchè conoscere i fiori di Bach ed imparare ad utilizzarli?
Quando parliamo di sistema floreale di Bach, non parliamo semplicemente di rimedi in sè, bensì di un modo di pensare, un modo di essere, un modo di curare.
Il sistema floreale di Bach è innanzi tutto un insegnamento, un'incitazione a pensare, a volgere lo sguardo al nostro interiore per poter crescere e migliorare come persone. 
Un invito all'ascolto di se stessi per poter far vivere la propria parte più autentica, la propria vera natura, dalla quale non dovremmo mai discostarci.
I rimedi floreali sono strumenti che la natura ci mette a disposizione affinchè possiamo interpretare le nostre esperienze in modo più proficuo e rispondere al mondo in modo più efficace.
Emily Dickins sosteneva che "noi non conosciamo la nostra altezza fino a che qualcuno non ci invita ad alzarci in piedi", l'energia dei fiori di Bach ci invita a fare questo, in quanto favorisce la crescita personale, l'evoluzione, aiutandoci nell'espressione di tutte le nostre potenzialità.
Come è possibile questo?
Il sistema di Bach parte dall'idea che l'individuo che esprime la sua vera essenza, ovvero colui che sta bene nella propria pelle, non conoscerà altro che salute, benessere e felicità, in quanto vivendo seguendo i dettami della sua anima, vivrà appieno la sua vita.
Al contrario colui che è imprigionato da condizionamenti altrui, da pensieri e sentimenti negativi, e non vive secondo la propria natura, sarà facilmente preda di difficoltà, malessere e malattia.
Il Dr Bach affermava che il nostro Sè Superiore, o più semplicemente la nostra Anima, ci guida costantemente verso la nostra realizzazione, il problema subentra quando noi, incapaci di ascoltare la voce della nostra anima, che ci parla attraverso le nostre intuizioni, le nostre sensazioni, i nostri desideri, le nostre propensioni, imbocchiamo un percorso sbagliato. Ed è proprio in questo caso che il nostro percorso evolutivo si arresta lasciando spazio a malessere, crisi e malattia.
In questi momenti i fiori di Bach sono un aiuto preziosissimo. La loro vibrazione positiva ci trasmette quelle qualità positive che ci aiutano a riportarci in equilibrio per far si che riprendiamo contatto con la nostra essenza, la nostra parte più vera.
Conoscere e saper utilizzare i fiori di Bach ci permette dunque di avere sempre a portata di mano dei preziosissimi alleati che ci aiutano e sostengono in ogni momento di difficoltà, di crisi o di malattia.
Il loro utilizzo è privo di controindicazioni ed effetti collaterali, non c'è alcun rischio di sovradosaggio, nè di interferenza negativa con altri sistemi di cura. Proprio per questo motivo possono essere utilizzati da tutti, senza che sia necessario avere conoscenze scientifiche in merito.
Conoscere i fiori di Bach e farne uso, permette di trasformare più facilmente uno stato d'animo da negativo a positivo, emozioni depotenzianti in emozioni potenzianti, di migliorare il proprio stato di salute e benessere e chiaramente di migliorare noi stessi e la qualità della nostra vita.

Vuoi conoscere ed imparare ad utilizzare i Fiori di Bach? 
 

giovedì 2 ottobre 2014

Quali persone hanno contribuito a rendere la tua vita migliore?

Qualche giorno fa ho guardato un vecchio film del 1946  "La vita è meravigliosa", diretto da Frank Capra. 
Il film racconta la storia di George Bailey, un uomo nato e cresciuto in una piccola cittadina che, dopo aver rinunciato a sogni e aspirazioni pur di aiutare il prossimo, in un momento veramente difficile, colto dalla disperazione è sul punto di suicidarsi. 
In quel momento gli appare, sotto le vesti di un simpatico vecchietto, il suo angelo custode che con uno stratagemma gli impedisce di attuare il proposito. E poichè George afferma che vorrebbe non essere nato, l'angelo gli mostra come sarebbe stato il mondo in cui lui ha vissuto se non fosse mai nato.
E' veramente un film bellissimo, ricco di spunti di riflessione, R. Sklar scrisse che "questo film ha due registi: Frank Capra e Dio".
Ho iniziato così a pensare: e se io, come George, non fossi mai nata? Cosa ci sarebbe di diverso oggi, qui e ora? Ho cominciato a ripercorrere la mia vita dall'inizio ad oggi, ma non mi sembrava che potesse esserci qualcosa di così rilevante da poter fare la differenza. 
Dunque esserci o non esserci sarebbe stata più o meno la stessa cosa? 
A mio avviso sembrava di si, del resto come dice il proverbio "tutti siamo utili, nessuno indispensabile",  così ho accantonato il pensiero e mi sono dedicata ad altro.
Ma era tuttavia un pensiero importante perchè dopo poco ha di nuovo fatto irruzione nella mia mente. Questa volta però presentandosi sotto un'altra forma: quali delle persone che nell'arco della mia esistenza ho incontrato hanno contribuito, semplicemente con il loro esserci nel mondo, a cambiare in meglio la mia vita?
Ed ecco presentarsi alla mente un ricordo, poi un altro e tanti altri ancora, e un volto, e un altro e ancora tanti altri. 
Ricordi piacevoli di persone che ho incontrato sul mio percorso di vita, chi per un periodo lungo, chi più breve, ma ognuno estremamente importante per me. 
Un compagno, diversi insegnanti, una terapeuta, amici veramente speciali, compagni di studio, ma anche persone che ho incontrato una sola volta e che in quell'unico incontro, magari solo con una parola o un semplice gesto, hanno fatto la differenza. 
Persone con cui sono ancora in contatto e persone che invece non ho più rivisto.
E più ricordavo persone, eventi, situazioni, più altri volti e altri ricordi si presentavano piacevolmente nella mia mente, rendendomi consapevole di quante persone avevano contribuito a cambiare in meglio la mia vita. 
Ma la cosa più curiosa è che la maggior parte di queste persone, come l'attore nel film, non sa di aver fatto qualcosa di veramente importante per me. 
Allo stesso modo noi possiamo avere contribuito a migliorare la vita di altri senza esserne consapevoli. Dunque pensandola in questo modo la vita di ognuno acquista molto più valore.
Solo per fare un esempio, la persona che per la prima volta mi ha presentato i Fiori di Bach, questo sistema di cura che io utilizzo da ormai vent'anni nella pratica della mia professione, non sa che per me l'incontro con lei è stato determinante. Più volte l'ho cercata per farglielo sapere e per ringraziarla, ma non sono più riuscita a ritrovarla. 
Tutto questo mi ha fatto pensare a due cose: quanto tutti noi siamo interconnessi e quanto ogni nostra azione, gesto, parola, possa influire su altre persone senza che ne siamo consapevoli, e tuttavia fare la differenza.
Con questa consapevolezza la vita acquista un'altra coloritura, sapere che semplicemente una nostra parola, un nostro gesto, una nostra azione, possono davvero far la differenza nell'esistenza di altre persone apporta un valore enorme alla propria vita.
Vi invito quindi non solo a guardare il film perchè è bellissimo, ma a fare lo stesso giochetto che ho fatto io. 
Iniziate a chiedervi: quali persone ho incrociato sul mio percorso che hanno contribuito a cambiare in meglio la mia vita? 
Magari all'inizio può sembrare che non siano tante, per qualcuno potrebbe anche essere che non ce ne siano, ma basta ripetersi la domanda un paio di volte per vedere la mente affollarsi di immagini di volti e situazioni.
E più ripeterete l'esercizio, più vi renderete conto di quante persone semplicemente con il loro esserci in quel determinato momento abbiano contribuito a cambiare in meglio la vostra vita.
E anche voi come me, rimarrete sorpresi nello scoprire che la maggior parte di queste persone non sa che quel determinato giorno, attraverso quelle parole o quell'azione, ha contribuito a rendere migliore la vostra vita.
E allora perchè non ringraziare? Io ho ringraziato ogni persona che mi veniva in mente, qualcuno personalmente, altri semplicemente con il pensiero: "grazie (nome) perchè in quel momento lì hai contribuito a rendere migliore la mia vita, ti sono veramente grata!"
Siamo tutti connessi e anche un semplice pensiero di gratitudine può contribuire a rendere migliore la vita di ognuno!